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Lattato di zinco vs. ossido di zinco: scelta degli integratori minerali per i suini
Gli integratori minerali per suini svolgono un ruolo fondamentale nell’alimentazione moderna dei suini, influenzando direttamente le prestazioni di crescita, la salute intestinale e la produttività complessiva della mandria. Tra gli oligoelementi, lo zinco è uno dei più utilizzati e più strettamente regolamentati. Questo articolo confronterà il lattato di zinco e l’ossido di zinco da diverse prospettive, sperando di aiutarvi a prendere una decisione d’acquisto consapevole.
Il ruolo dello zinco nella nutrizione e nella crescita dei suini
Lo zinco è un oligoelemento essenziale per i suini, in quanto partecipa a oltre 300 reazioni enzimatiche. Supporta la sintesi proteica, la funzione immunitaria, l’integrità della pelle e lo sviluppo intestinale. Un adeguato apporto di zinco è particolarmente importante per i suinetti svezzati, poiché stress, cambiamenti nella dieta e un apparato digerente immaturo possono influire negativamente sulla loro crescita e salute.
Tra gli integratori minerali per suini, lo zinco contribuisce a migliorare l’indice di conversione alimentare, ridurre l’incidenza della diarrea e migliorare le prestazioni produttive complessive. La carenza di zinco può portare a ritardo della crescita e paracheratosi; pertanto, l’integrazione di zinco è una componente essenziale dei mangimi commerciali per suini.

Caratteristiche e differenze: lattato di zinco e ossido di zinco
L’ossido di zinco è un composto inorganico tradizionalmente utilizzato in medicina (2.000-3.000 ppm) per controllare la diarrea. È scarsamente solubile in acqua e richiede un pH gastrico basso per essere efficace. L’ossido di zinco è anche una fonte ricca di zinco ed è ampiamente utilizzato grazie al suo basso costo e ai suoi effetti ben documentati.
Il lattato di zinco , al contrario, è un sale organico di zinco formato da zinco e acido lattico. Contiene una percentuale inferiore di zinco elementare, ma offre proprietà fisico-chimiche diverse, tra cui una migliore solubilità e compatibilità con strategie di alimentazione a base di acidi organici.
Quindi, lo ZnO funziona come un minerale “di base”, mentre il lattato di zinco funge da additivo “funzionale” progettato per una nutrizione di precisione e un assorbimento ad alta efficienza.
Confronto della biodisponibilità tra lattato di zinco e ossido di zinco
La biodisponibilità è un fattore chiave nella valutazione degli integratori minerali per suini. L’ossido di zinco ha un’efficienza di assorbimento relativamente bassa ai normali livelli di integrazione nutrizionale.
Tuttavia, il lattato di zinco entra nell’assorbimento attraverso una via acida organica, evitando le interazioni antagonistiche che le fonti inorganiche di zinco hanno comunemente con minerali come ferro o calcio. Presenta generalmente una biodisponibilità più elevata. Studi hanno dimostrato che 800 ppm di lattato di zinco possono ottenere effetti di crescita paragonabili a 1500-2500 ppm di ossido di zinco.
Impatto sulla salute intestinale e sulle prestazioni post-svezzamento
Dosi elevate di ossido di zinco sono state a lungo utilizzate per sopprimere la diarrea post-svezzamento e stabilizzare il microbiota intestinale. Tuttavia, il lattato di zinco promuove la salute intestinale attraverso un meccanismo diverso. Favorisce la crescita dei villi intestinali e rafforza le proteine delle “giunzioni strette”, che agiscono come prima linea di difesa dell’intestino contro agenti patogeni come l’Escherichia coli.
Sebbene il lattato di zinco non possa replicare completamente gli effetti farmacologici di dosi elevate di ossido di zinco, come parte di un regime nutrizionale olistico, aiuta a creare un ambiente favorevole alla crescita di batteri benefici.

Livelli di dosaggio e considerazioni sulla formulazione nei mangimi per suini
Nella scelta degli integratori minerali per suini, i formulatori devono considerare la “capacità di legare gli acidi” del mangime. L’ossido di zinco ha un’elevata capacità di legare gli acidi, il che significa che neutralizza l’acidità dello stomaco, di cui i suinetti hanno bisogno per digerire le proteine. Il lattato di zinco ha un impatto molto inferiore sul pH dello stomaco. Il lattato di zinco viene solitamente applicato a dosi inferiori grazie al suo migliore assorbimento. Si miscela bene con acidi organici e additivi funzionali, rendendolo adatto ai moderni concetti di alimentazione a basso contenuto di zinco.
Tendenze normative che influenzano l’uso dello zinco nei mangimi per suini
Poiché l’accumulo di zinco nelle feci e nel terreno può causare inquinamento ambientale, molte regioni hanno imposto limiti rigorosi al contenuto totale di zinco nei mangimi per suini. Nell’Unione Europea, le autorità di regolamentazione hanno vietato l’uso di livelli farmacologici di ZnO nel 2022 a causa di preoccupazioni relative alla tossicità ambientale e al suo ruolo nella promozione della resistenza antimicrobica.
Questo rende il lattato di zinco una buona scelta. Da un lato, può garantire le prestazioni del mangime per suini. Dall’altro, l’escrezione di zinco è controllata ben al di sotto del limite di legge.
Fattori chiave per gli acquirenti B2B nella selezione delle fonti di zinco
Per gli acquirenti B2B, oltre alla scelta dello zinco giusto, la capacità produttiva, la garanzia di qualità e l’affidabilità del fornitore sono altrettanto cruciali. Gli acquirenti dovrebbero valutare il contenuto di zinco elementare, la biodisponibilità, la conformità normativa e la coerenza tra i diversi lotti. È inoltre essenziale disporre di una documentazione completa, come Certificati di Analisi (COA), Schede di Sicurezza (SDS) e registri di tracciabilità.
Green Agri è specializzata nella produzione di additivi per mangimi e fornisce lattato di zinco sfuso . Supportiamo produttori di mangimi e aziende integrate alla ricerca di integratori minerali affidabili per suini. Contattaci oggi stesso!
Riferimento
Italiano: https://www.mdpi.com/2072-6643/13/1/200
https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.2903/j.efsa.2015.4006
https://food.ec.europa.eu/food-safety/animal-feed
https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2003/1831/2015-12-30


















